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Una storia chiamata Femminismo

pt.2 (english text below)


Continuiamo a parlare del femminismo e della sua storia, arriviamo ora alla seconda ondata: siamo negli anni Sessanta e Settanta del Novecento quando il femminismo allargò il dibattito a questioni come la sessualità, la famiglia, il lavoro e i diritti riproduttivi, le disuguaglianze, la violenza domestica, lo stupro coniugale e il divorzio.

Durante la prima ondata, le femministe combatterono per ottenere posto nella società. Ottenuto il diritto al voto però il ruolo sociale della donna non cambiò radicalmente, anzi dopo la Seconda guerra mondiale si ha un generale ritorno ai ruoli tradizionali, soprattutto con il periodo del baby boom in cui si rafforza l’idea della maternità e della cura della famiglia come principale occupazione femminile.

In questo clima di ritorno alla tradizione alcuni avvenimenti importanti preludono alla seconda ondata del femminismo.

La pubblicazione di un testo fondante della filosofia femminista: “il secondo sesso” di Simone de Beauvoir, pubblicato nel 1949 in Francia, nel 1953 negli Stati Uniti e nel 1961 in Italia. Beauvoir riflette sul senso di essere donna analizzandone i ruoli e significati nella società patriarcale, parlando della necessità di libertà. Questo testo ebbe grande risonanza internazionale e influenzò il movimento femminista che si stava formando negli Stati Uniti.


Simone de Beauvoir fotografata da Robert Doisneau.

Ecco poi due avvenimenti importanti negli USA: nel 1961 viene messa in commercio per la prima volta la pillola anticoncezionale e nello stesso anno cinquanta mila donne in 60 città diverse si mobilitarono per "Women Strike for Peace" per protestare contro gli esperimenti sul terreno della bomba atomica.

Nel 1963 poi, la scrittrice Betty Friedan, influenzata fortemente dall'opera di Beauvoir, scrive il bestseller intitolato “La mistica della femminilità”; con questo studio Friedan solleva la questione dell’occupazione femminile, sostenendo che le donne costrette solo nel ruolo di moglie-madre siano più infelici. Friedan descrive tutto questo come "il problema che non ha nome": la perfetta immagine della famiglia nucleare, fortemente commercializzata ma degradante per le donne.

Betty Friedan (foto di The Radical Notion)

Da questo saggio e da Betty Friedan stessa parte il movimento femminista: "National Organization for Women". Il "NOW", insieme a tanti altri gruppi, si impegna negli Stati Uniti, per far approvare leggi per migliorare la condizione femminile.

Il femminismo americano di quegli anni è caratterizzato anche dalla convergenza e, a volte mescolanza, con altre tematiche sociali, come il pacifismo con le proteste per la guerra in Vietnam e le rivendicazioni delle persone di colore.

Un'altra manifestazione memorabile è quella di New York del 26 agosto 1970 "Women strike fo equality" che porta in piazza 50 mila donne!


Women's Strike for Peace-And Equality, Women's Strike for Equality, Fifth Avenue, New York, New York, August 26, 1970. (Photo by Eugene Gordon/The New York Historical Society/Getty Images)

Quando si pensa al femminismo anni Settanta però, non bisogna dimenticare quello europeo, francese e italiano, altrettanto attivo e rivoluzionario come quello americano e fondamentale per l’Italia di oggi (e sicuramente per me che scrivo, che ne sono figlia).

Anche in Europa quindi negli anni Sessanta si dibatte sul ruolo della donna, sui diritti e sui suoi ruoli, lo stesso sentimento di insofferenza descritto da Friedan nel suo libro pervade le donne europee. Il movimento si accende alla fine del decennio degli anni Sessanta, legandosi almeno all’inizio ai movimenti operai e studenteschi che stavano scuotendo il mondo nel famoso sessantotto.

In Francia nel 1971 Simone de Beauvoir, sempre lei, scrive un documento chiamato il “manifesto delle 343” una dichiarazione pubblicata sul "Nouvel Observateur" in cui 343 donne affermano di aver abortito, anche se al tempo farlo era illegale e si rischiava il processo (l'aborto clandestino era però molto diffuso e molto pericoloso). Un

Jane Fonda a Roma (foto di Roma Sparita - archivio foto storiche)

Atto che infiamma l’opinione pubblica e fa dell’aborto il tema caldo del decennio.

In Italia un momento storico è l’8 marzo del 1972 quando 20 mila donne si riuniscono a Campo dei Fiori a Roma manifestando per il diritto all’aborto. Tra le manifestanti c’era addirittura Jane Fonda! (che ancora oggi si fa coraggiosamente arrestare manifestando in piazza per sensibilizzare al cambiamento climatico)


Tantissime donne riunite in piazza dai tanti gruppi e movimenti femministi. Le donne italiane infatti non si sentivano libere e non potevano dirsi tali, il matrimonio era un’istituzione opprimente e rappresentava ancora il principale destino di una donna, (la legge per il divorzio era appena stata approvata, nel 1970).


manifestanti l'8 marzo 1972 a Roma

La maternità era considerata “obbligatoria” e la libertà sessuale era inesistente, l’adulterio era punito mentre il delitto d’onore (l'uccidere il coniuge adultero o l'amante per difendere il proprio onore) non lo era. L’impiego femminile era cresciuto molto negli anni, ma ancora la cura della casa e dei figli erano sempre considerati esclusiva prerogativa femminile, le donne lavoratrici così si trovavano con un carico di lavoro duplicato.

Il "sessantotto" intanto, aveva sollevato la questione fondamentale dei diritti dei lavorati, e molte donne aveva iniziato a militare nei gruppi e nei collettivi comunisti, credendo di trovare sostegno anche per i diritti della donna; ma scoprendo amaramente che le dinamiche di oppressione di genere si ripetevano tali e quali anche questi ambienti.

Da qui la necessità di separarsi e creare dei gruppi indipendenti per la libertà della donna (il cosiddetto problema della doppia militanza). Nascono così tantissimi gruppi come: Movimento di Liberazione della Donna, Rivolta femminile, Tribunale 8 marzo, Casa della donna, Noi donne, Cerchio spezzato, Movimento femminista romano, Fronte italiano di liberazione femminile, che organizzano attività, manifestazioni e tanto altro.

Nel 1973 un’altra grande manifestazione fu quella in sostegno di Gigliola Pierobon, una contadina di 17 anni processata per aver abortito (cosa che accade ancora oggi in alcuni paesi del mondo, come nel caso di Imelda Cortez a El Salvador).

Il movimento di liberazione della donna del partito radicale aveva fondato a Firenze il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto, dove nel 1975 molti militanti, tra cui Emma Bonino furono arrestati per le loro attività. L’aborto è certamente il tema centrale. Le femministe che scuotono il paese sono migliaia, non sono per niente poche comuniste o intellettuali, sono operaie, contadine, studentesse, lavoratrici che vogliono rivendicare spazio e libertà. La legge 194 sull'aborto arriva infine nel 1978.


cartello esposto durante la manifestazione dell'8 marzo 1972 a Roma

Le tematiche della seconda ondata femminista non vengono solo affrontate dal punto di vista legislativo, il cambiamento radicale messo in atto fu infatti quello sul piano culturale, la società fu scombussolata alle fondamenta dalle donne: le donne che rifiutarono modelli e i ruoli precostituiti, che si dichiararono padrone di sé, del proprio corpo e del proprio destino, che pretesero libertà, libertà sessuale, riproduttiva, libertà dagli stereotipi e dalle disuguaglianze. Questa rivoluzione ha davvero cambiato la società e ci ha dato Libertà, continuiamo a difendere questa libertà! Luciana Tavernini insegnante e scrittrice ricorda, in un’intervista con Jennifer Guerra per The Vision: “Rivolta femminile, slogan: 'non più puttane, non più madonne solo donne', oppure 'tremate tremate le streghe sono tornate!' […] Quotidiano donne, libreria delle donne, movimento di liberazione della donna, movimento delle donne. Il centro era l’essere donna […] sapere che tra una donna e l’altra ci sono differenze ed è questo che ci fa crescere, mentre invece prima ci volevano, come dire, impacchettare in un modello donna a cui dovevamo aderire, da lì era cercare di esprimere il senso libero di essere donna, ed è ancora un compito che noi abbiamo ed è per questo che dico che il femminismo è una rivoluzione che continua, scoprire ed esprimere il senso libero di essere donna e un impegno di ogni giorno” testo di Irene Santoro A story Called Feminism Let’s talk a bit more about feminism and its history, we now come to the second wave, we are in the 60s and 70s of the 20th century when feminism opens the debate to issues such as sexuality, family, work and reproductive rights, inequalities, violence domestic rape, marital rape and divorce. During the first wave, feminists fought to get a place in society (to read the first article click here). Having obtained the right to vote, however, the social role of women did not change radically, on the contrary, after the Second World War there was a general return to traditional roles, for instance with the period  "baby boom" during which ​​motherhood and care for family are strengthen as the main female occupation. In this climate of return to tradition, some important events foreshadow the second wave of feminism. The publication of a founding text of feminist philosophy: "the second sex" by Simone de Beauvoir, published in 1949 in France, in 1953 in the United States and in 1961 in Italy. Beauvoir reflects on the sense of being a woman by analysing roles and meanings in patriarchal society, talking about the need for freedom. This text had great international resonance and influenced the feminist movement that was forming in the United States. Here are then, two other important events in the USA: in 1961 the contraceptive pill was put on the market for the first time and in the same year fifty thousand women in 60 different cities mobilized for "Women Strike for Peace" to protest against the atomic bomb field experiments. In 1963, Betty Friedan, strongly influenced by the work of Beauvoir, wrote the bestseller entitled "Feminine Mystique"; with this study Friedan raises the question of female employment, arguing that women forced only into the role of mother-wife are unhappy. Friedan describes this as "the problem that has no name": the perfect image of the nuclear family, strongly commercialized but degrading for women. The feminist movement “National Organization for Women” is born from this essay and from Betty Friedan. The “NOW”, along with many other groups, works in the 60s and 70s in the USA, to make women’s liFe better. The American feminism of those years is also characterized by convergence and, at times mixture, with other social issues, such as pacifism with the protests for the war in Vietnam and the claims of black people. Another memorable event is that of New York on 26 August 1970, "Women strike for equality" which brings 50 thousand women to the streets! When we think about the feminism of the 70s, however, we must not forget the European, French and Italian feminism, as active and revolutionary as the American one, and fundamental for today's Italy. Also, in Europe in the 60s, the role of women and their rights were subjects of debate, the same feeling of discontent described by Friedan in her book pervades European women. The movement started at the end of the 60s, at least at the beginning linking to the workers and student movements that were shaking the world. In France in 1971 Simone de Beauvoir writes a document called the "343 manifesto" a statement published in the Nouvel Observateur in which 343 women claim to have had an abortion, at the time it was illegal to do so (however clandestine abortion was widespread and very dangerous). An act that inflames public opinion and makes abortion the hot topic of the decade. In Italy, a historic moment is the 8th of March 1972 when 20 thousand women gather in Campo de Fiori in Rome demonstrating for abortion. Jane Fonda was among the protesters! (she is still protesting, these days for climate change!) Lots of women gathered in the streets by the many feminist groups and movements. Italian women did not feel free and in fact they were not, marriage was an oppressive institution and still represented the main life path for a woman, (the divorce law had just been approved in 1970) Motherhood was considered "mandatory "and sexual freedom was non-existent, adultery was punished while the crime of honour was not (killing the cheating partner or the lover to protect one’s dignity). Female employment had grown a lot over the years, but still the care of the home and children was considered exclusive feminine prerogative, so working women found themselves with a duplicated workload. The "1968" in the meantime had raised the fundamental question of the workers’ rights, and many women begun to military in the groups and in the communist collectives, believing to find support also for the claims of  women’s rights; but bitterly discovering that the dynamics of gender oppression were repeated in these environments. Hence the need to separate and create independent groups for women's freedom (the so-called double militancy problem). Thus, many groups are founded: “Movimento di Liberazione della Donna”, “Rivolta femminile”, “Tribunale 8 marzo”, “Casa della donna”, “Noi donne”, “Cerchio spezzato”, “Movimento femminista romano”, “Fronte italiano di liberazione femminile”, which organize activities, demonstrations and much more. In 1973 another great demonstration was the one in support of Gigliola Pierobon, a 17-year-old woman who had an abortion and wan on trial for that (this still happens in the world, like the case of Imelda Cortez in El Salvador). The “movimento per la liberazione della donna” of the radical party founded the Information Center on Sterilization and Abortion in Florence, where in 1975 many militants, including Emma Bonino, were arrested for their activities. Abortion is certainly the main issue. The feminists shaking the country are thousands, they are not at all just a few communists or intellectuals, they are workers, farmers, students, workers who want to claim space and freedom. The abortion law 194 finally arrives in 1978. The themes of the second feminist wave are not only revolutionary on the legislative level, the radical change made was in fact the one on the cultural level, the society was shaken at the foundations by women: the women who refused pre-established models and roles, who declared themselves to be masters of their own body and destiny, who claimed freedom, sexual freedom, reproductive freedom and freedom  from stereotypes and inequalities. This revolution changed the society and gave us Freedom, let’s defend that Freedom! Luciana Tavernini teacher and writer remembers, in an interview with Jennifer Guerra for The Vision: "Female revolt, slogan: 'no more whores, no more madonnas just women', or 'trembling trembling witches are back!' [...] women’s magazine, women's bookstore, women's liberation movement, women's movement. The center was being a woman [...] knowing that there are differences between one woman and another, and this is what makes us grow, whereas before they wanted to pack us into a woman model to which we had to adhere, then it was trying to express the free sense of being a woman, and it is still a task that we have and that is why I say that feminism is a revolution that continues, discovering and expressing the free sense of being a woman it is a daily commitment " Text and translation by Irene Santoro Bibliografia Roberto Balzani, Alberto De Bernardi, Storia del mondo contemporaneo, Mondadori, Milano, 2003 Simone de Beauvoir, Esiste la donna? il secondo sesso, Il Saggiatore, Milano, 1976 Fiamma Lussana, Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie, Carrocci Editore, Roma, 2012 Sitografia The Vision: https://thevision.com/attualita/anticorpi-nascista-femminismo/ Enciclopedia del Novecento Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/femminismo_%28Enciclopedia-del-Novecento%29/ Il Femminismo negli anni 70 di Maria Lombardi: http://win.storiain.net/arret/num176/artic2.asp the Time: https://time.com/4687509/day-without-a-woman-history-womens-strikes/ Rai Cultura: https://www.raicultura.it/webdoc/otto-marzo/index.html#gallery

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